Oggi giornata cruciale per le sorti della lotta anti Gelmini. Oltra all'arrivo di Napolitano, per la qual cosa alle 11.00 si sta organizzando una conferenza stampa, ci sarà una riunione di senato accademico. Noi saremo sotto il rettorato a chiedere che prenda una posizione forte contro la riforma, dichiarando anche i mezzi con cui intende portare avanti questa lotta. La nostra parola d'ordine è "blocco della didattica" e la creazione di un fronte unico fra tutte le categorie che vivono l'Università.
«Se ci bloccano il futuro blocchiamo la
città, questa è la risposta dell'università». Quando alle 13, giunti
all'incrocio tra via Merulana e viale Manzoni, lo spezzone dei
collettivi universitari devia dal percorso autorizzato imboccando via
Labicana al grido «Gelmini stiamo arrivando» e portandosi dietro buona
parte del corteo seguente, non è che l'inizio. Che nessuno li avrebbe
imbrigliati in un itinerario prestabilito e che si sarebbero davvero
ripresi la città, è diventato lampante a tutti un'ora dopo quando
arrivati alla Bocca della Verità hanno forzato il flebile cordone delle
forze dell'ordine, si sono incuneati nel traffico del Lungotevere e
hanno invaso felicemente ponte Palatino e viale Trastevere, fino a
raggiungere il ministero dell'Istruzione per chiedere le dimissioni di
Gelmini.
Un lungo, fitto serpentone pacifico - decine di migliaia di
persone, anche se molti manifestanti quando hanno capito di essere
finiti in un corteo non autorizzato sono tornati indietro verso San
Giovanni - che non ha imbrattato un muro e non ha toccato una vetrina.
Nemmeno di quelle banche in crisi il cui conto qualcuno ha chiesto loro
di saldare. Studenti universitari, soprattutto romani, ma anche delle
scuole medie superiori, insieme a docenti e ricercatori soprattutto
della Sapienza e di Roma Tre, accompagnati da un sound system che
sparava più note jazz che hip hop, hanno bloccato tutto il centro di
Roma ma senza tensioni e ottenendo in molti casi perfino la
collaborazione degli automobilisti. Non una saracinesca è stata tirata
giù al loro passaggio e i romani, colti di sorpresa, hanno sorriso,
applaudito, salutato.
Il collettivo Evertere aderisce all'assemblea che ieri a Villa Mirafiori si è dichiarata permanente, occupando l'aula I (ed ottenendo il blocco della didattica per alcune ore della mattina di oggi). Contro un sistema universitario che fa passi da giganti verso la privatizzazione (di fatto), i tagli finanziari alla ricerca ed un idea della didattica aberrante invitiamo tutti gli studenti a partecipare alle attività dei gruppi di studio.
Stamattina alle 10.00 per lo stesso motivo saremo tutti a partecipare all'assemblea studenti-docenti-rettore a Lettere e Filosofia.
Mobilitiamoci, non permettiamo un'altra volta al governo di "riformarci": decidiamo noi il nostro futuro!
Una nuova stagione politica si sta aprendo e noi studenti siamo
ancora una volta chiamati alla mobilitazione. Ce lo chiedono prima di
tutto le disastrose prospettive contenute nella riforma Gelmini, ultima
tappa del processo di abbandono da parte dello stato della gestione del
sistema scuola e definitiva negazione del diritto allo studio. Ma non
possiamo non scorgere una intelligibilità di fondo che attraversa tutto
il progetto di riforma dello stato sociale. Una comune razionalità
delle pratiche di governo fatta di concetti come impresa, crescita e
consumo, che calpesta la dignità delle persone e dispone l'arretramento
culturale tutto il paese.
(Continua)